PREMESSA AI REGOLAMENTI TECNICI DEL CLUB ITALIANO DEL LEONBERGER

approvati dal Consiglio Direttivo il 2 luglio 2006
La razza canina Leonberger viene ufficialmente accolta nella cinofilia organizzata italiana con il riconoscimento, avvenuto nel 1992 da parte dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, del Club Italiano del Leonberger, già fondato a Torino nel 1987.

Il Club, grazie all’azione dei suoi primi animatori, assume da subito una netta connotazione tecnica e di tutela della razza volta costantemente al suo miglioramento; una connotazione che lo accompagnerà sempre nelle proprie iniziative e nel proprio lavoro.

L’importanza del controllo delle malattie a componente genetica, in particolare la diagnosi della displasia dell’anca, oltre che l’interesse costante per la migliore rispondenza della popolazione canina Leonberger allevata in Italia ai dettami dello standard così come l’attenzione ai valori sociali dei tratti caratteriali tipici di questo cane hanno sempre ispirato le iniziative del Club ed i propri regolamenti tecnici.

Il Club del Leonberger è stato tra i primi in Italia a promuovere su larga scale la diagnosi della displasia dell’anca prima e del gomito poi, a proporre una carta dentaria per certificare lo stato della dentatura nei cani adulti, a scrivere un codice deontologico dell’allevatore,a definire una nuovo modello di prove di attitudine all’allevamento che si allontanasse opportunamente dai modelli tedeschi, più adatti a razze tipicamente da utilità e difesa, e che si avvicinasse di più alle esigenze di una razza versatile,modernamente sportiva e di tipo familiare, a pubblicare lavori scientifici di genetica della popolazione.

Sul finire degli anni ’90 il Club attraverso il rigoroso lavoro di suoi due appassionati zootecnici, Guido Perosino e Lucio Migni, propone e definisce i primi schemi di attuazione delle Prove di Attitudine all’Allevamento, realizzate attraverso un approccio alla morfologia mutuato dai principi della valutazione lineare degli animali domestici.

Il lavoro venne realizzato secondo due schemi principali: uno primo schema prevedeva l’attribuzione da parte del Giudice Esperto, incaricato della valutazione morfologica, di un punteggio analitico per ogni singolo tratto morfologico considerato, completato da un punteggio sintetico per ogni regione zoognostica considerata. La somma dei punteggi inserita in opportune classi di appartenenza determinava il risultato finale, come risultato soglia. Tale tipo di schema richiedeva la presenza di un Giudice Specializzato, una omogeneità di giudizio molto forte ma anche una certa flessibilità. Vista la giovane età della popolazione di Leonberger in Italia alla fine si preferì adottare questo schema a cui venne associata una prova di tipo caratteriale mutuata dalle diverse prove che in tal senso già si proponevano in Germania, Francia e Olanda.

Il secondo tipo di schema, un po’ più rigido ma meno soggettivo, prevedeva l’assegnazione di punteggi standard a descrizioni tipiche dei diversi tratti morfologici considerati. In questo caso gli elementi di soggettività vengono ridotti ai minimi termini, anche grazie alla numerosità dei tratti considerati che deprime effetti di “dominanza” nei punteggi di uno o pochi caratteri. La flessibilità dello schema è però ridotta.

Quest’ultimo modello venne proposto al Deutscher Club Fuer Leonberger Hunde, nell’ambito della collaborazione tra i Club, anche al fine di chiedere ad una organizzazione molto più grande e strutturata la valutazione oggettiva sul metodo.

Nel novembre 2003 il Signor Albert Hellener, Zuchtleiter del DCLH, in occasione del Seminario Internazionale per Giudici Specialisti organizzato a Leonberg, presenta i risultati di questo modello di valutazione, leggermente modificato dai tecnici tedeschi, e ringrazia pubblicamente il Club Italiano del Leonberger per averne fornito l’idea, il progetto e lo schema applicativo. Nell’illustrazione dei risultati viene sottolineato che questo schema è stato ufficialmente adottato dal Club tedesco per la valutazione dei riproduttori anche al fine del rilascio dei documenti ufficiali del libro genealogico.

Alla luce del successo basato sugli importanti dati numerici riferiti a Leonberg, e valutati i limiti già individuati dall’applicazione delle PAA a suo tempo adottate dal CIL, la Commissione Tecnica del Club decise di riprendere lo schema fornito al DCLH sottoponendolo ad un lavoro di revisione che tenesse ben conto delle esigenze individuate nel corso dell’applicazione delle PAA in Italia.

Questo importantissimo e complesso lavoro, ancora affidato a Guido Perosino e Lucio Migni, si è concluso nel marzo del 2006 ed è stato applicato in via sperimentale a Scandiano(RE) in occasione del Campionato Sociale del C.I.L. il 22 aprile 2006, per essere poi definitivamente approvato dalla Commissione Tecnica e ratificato dal Consiglio Direttivo del Club Italiano del Leonberger il 2 luglio 2006.
La parte caratteriale è stata a sua volta rivista con l’obbiettivo di riportarla ad un tipo di test semplificato e di facile esecuzione, volto soprattutto a verificare quegli aspetti di affidabilità e socialità che fanno del Leonberger un ottimo cane per la famiglia, per il gioco e per i diversi sport cinofili, principalmente come cane in grado di sviluppare attitudini al salvataggio in acqua e ad ogni operazione di protezione civile.

La revisione del test caratteriale è stata affidata a Wanna Bressa, istruttore cinofilo, e poi rivista e proposta nella versione definitiva da Guido Perosino, Giudice ENCI e Massimo Floris, Veterinario e Istruttore Cinofilo.

Anche il nuovo modello di prova caratteriale inserita nelle PAA è stato approvato dalla Commissione Tecnica e ratificato dal Consiglio Direttivo del Club Italiano del Leonberger il 2 luglio 2006.