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In Italia si inizia a parlare del Leonberger alla fine degli anni cinquanta,
quando ancora la razza era veramente rara, persino nel proprio paese d’origine.
I Coniugi Bonazzola frequentavano di tanto in tanto le esposizioni dove
il Leonberger veniva riconosciuto da pochi cinofili ma non ebbe la fortuna
di amatori che negli altri paesi europei iniziava ad ottenere, specie
in Francia, Belgio e Olanda.
La vera stagione del Leonberger in Italia nasce dunque a metà degli anni
ottanta con l’arrivo di un cane nato ed allevato nei pressi di Leonberg
da Heidi Reichert, Floran Von Der Hexenbruecke ed importato in Italia
da Guido Perosino, all’inizio del 1986.
In quegli anni, soprattutto grazie alla nascita del Club Italiano del Leonberger, finalmente la razza iniziò dunque ad ottenere i meritati riconoscimenti, ottenere spazio sulle pubblicazioni specializzate, a contare amatori ed appassionati. A firma di Perosino apparvero articoli su riviste importanti come “Il Cane che piaceva a Garibaldi” su Argos, oppure “Le origini del Leonberger” sulla rivista ufficiale dell’ENCI “I Nostri Cani”. Più tardi la De Vecchi di Milano pubblica il primo libro monografico sulla razza “Il Leonberger” destinato a diventare il punto di riferimento per tutti gli amanti e gli allevatori italiani della razza.
Alcuni dei cani che avevano iniziato a frequentare i ring delle esposizioni si fecero conoscere per qualità e bellezza e iniziarono persino ad imporsi all’attenzione dei grandi ring d’onore a livello Internazionale. Tra questi vanno ricordati soggetti di allevamento italiano come il multi Best in Show Berljon Corsaro Cheops di Francesca Mavilla, Berljon Matador Mandarin di Roberto Resta, Tabouc del Sambro di Pietro Gaetani, la Campionessa del Mondo Berljon Orkidè Odessa di Guido Perosino e cani importati dall’estero come il plurititolato Ikaros Kalakirian’s (Danimarca) di Alex Frediani, Achat von Bergischen Loewen (Germania) di Paola Bianchi e il multi Best in Show Zeldas Foxtrot (Svezia) di Guido Perosino. Dopo Berljon di Guido Perosino, nuovi allevatori e nuovi affissi si sono affacciati sulla scena cinofila (del Sambro di Lucio Migni, dell’Erbario Galenico di Guido Campobasso, Blu Berger di Lucio Marson e Mauro Faltoni, dell’Irta Favola di Stefania Bonati, di Leolamone di Katia Gargano e Marco Lombardi). Oggi l’Italia rappresenta uno dei paesi di maggior interesse per la razza, non tanto per la quantità di cuccioli prodotti, attestata a poco più di 100 nuovi nati ogni anno, quanto per la qualità che alcuni allevatori riescono a mantenere, spesso a costo di notevoli sacrifici e grazie alle conoscenze maturate negli anni. Il Club Italiano del Leonberger:
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Marisa Brivio Chellini riceve
il Leonberger Millenium Award
nel 2002 a Treviolo |
L’Italia, attraverso i propri delegati, diede sempre un costruttivo ed apprezzatissimo contributo alle discussioni che negli ultimi quindici anni si sono svolte all’interno del massimo organismo Internazionale della razza, fino alla forte presenza nella redazione del nuovo standard pubblicato nel 1996.
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Il raduno di Saint Vincent
del 1989
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Nel giugno del 1988 venne organizzato il 2° Meeting Internazionale del Leonberger e 1° Meeting Internazionale dei Cani da Montagna e Soccorso in una cornice bellissima a Saint Vincent, in Valle d’Aosta, nell’ambito di una grandiosa manifestazione organizzata dai Club delle quattro razze cugine (San Bernardo, Terranova e Cani dei Pirenei). Fu una manifestazione ricca di partecipazione e fece molto parlare di sè. L’idea del Meeting Internazionale, nata dal nostro Club, venne subito dopo ripresa dal Club Svizzero che ne organizzò la terza edizione a Langenthal e poi da quello Austriaco che ne organizzò la quarta e ultima edizione. Dal 1989 il Campionato Sociale si ‘ regolarmente tenuto in diverse località, Figino Serenza (Co), Cantalupo Ligure (Al), Assisi (Pg). Dal 1999 al 2002 il Campionato Sociale si è tenuto nel mese di aprile a Treviolo, in provincia di Bergamo. Dal 2003 si terrà in alternanza tra località diverse del Nord e del Centro Italia.
Nel 1992, dopo molte difficoltà finalmente l’Enci riconosce il Club Italiano del Leonberger come Socio Collettivo prima e come Società Specializzata poi, approvandone in pieno il forte lavoro di sviluppo della razza, le prerogative tecniche e zootecniche che lo avevano animato e permettendo così di dare una maggior consistenza alla selezione e un più alto contenuto tecnico al titolo di Campione Italiano di bellezza. Il Club nomina proprio Presidente Onorario la ormai anziana Signora Piera Bonazzola Castelli, che per prima, nel lontano 1961, aveva iniziato l’allevamento della razza nel nostro paese. Piera Bonazzola, pur senza portare a compimento un progetto vero e proprio di promozione e di allevamento del Leonberger vi era rimasta fedele per più di 30 anni. Nel Luglio 1995 arrivano le dimissioni dalla Presidenza di Guido Perosino che era stato chiamato alla Direzione Generale dell’ ENCI. Assume la funzione di Presidente, per poche settimane, il Signor Mario Benedetto. La prima Assemblea successiva riunitasi a Firenze elegge, nel gennaio 1996, un nuovo Consiglio Direttivo che nomina Presidente la Dr.ssa Francesca Mavilla. La dr.ssa Mavilla verrà nuovamente chiamata alla Presidenza nel febbraio 1999, per un secondo mandato.
Nel Maggio 1996 si svolgono a Leonberg i festeggiamenti ufficiali per la celebrazione del 150. anniversario di nascita ufficiale della razza.
Al cospetto di circa 500 invitati tra cui i Presidenti di tutti i Club aderenti alla Unione Internazionale del Leonberger, il Sindaco della città di Leonberg, il Presidente della VDH, il Presidente del DCLH signor Gerhard Zerle, vengono insignite tre sole persone della spilla d’oro del Club Tedesco, tra queste due italiani: Piera Bonazzola Castelli, “Socia straniera del Club Tedesco, senza interruzione, da più anni” e Guido Perosino “per aver fondato il Club Italiano del Leonberger ed aver dato lustro alla razza nel mondo, come giudice, cinofilo, scrittore”. La spilla d’oro è il massimo riconoscimento del Club Tedesco riservato ai cinofili che più si sono distinti nella tutela, studio e promozione della razza. La consegna fatta a due Italiani, tanto più nel 150mo anniversario della razza stessa, è il massimo riconoscimento anche per la attività di questo Club.
Nel 1997 in seguito alla morte di Piera Bonazzola viene nominato Presidente Onorario del Club il Dr.Guido Perosino, fondatore e forte punto di riferimento per la razza, apprezzato e considerato in tutto il mondo come uno dei suoi massimi esperti.
In questo periodo l’attività del Club si è particolarmente concentrata nella ricerca di regole di allevamento che garantissero una vera crescita qualitativa e sanitaria della razza. Si sono sviluppati i servizi: in particolare le Prove di attitudine all’allevamento (PAA), l’attività di promozione su internet, l’attenzione alle regole deontologiche di allevamento.
Negli stessi anni il Club si è evidenziato per l'organizzazione di incontri di formazione per i Soci, dedicati alla salute dei cani, ai problemi del parto e della sfera riproduttiva, alla displasia dell'anca e del gomito.
Grazie all’interesse che suscita il lavoro in acqua si costituisce un gruppo dedito a questa disciplina e che regolarmente organizza corsi di avvicinamento e corsi più avanzati di salvataggio.
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Lucio Migni,Presidente
del CIL dal 2003 al 2006
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Nel febbraio 2003 l’Assemblea del Club elegge un nuovo Consiglio Direttivo di cui diventa Presidente Lucio Migni, zootecnico, Giudice Internazionale della razza, apprezzato da tutti per le grandi doti di equilibrio e la profonda conoscenza del cane e dell’allevamento.
Nei primi mesi di attività il Consiglio organizza con molto successo il Campionato Sociale ad Assisi. Successivamente emana i definitivi regolamenti interni del Club nonché le linee guida per l’allevamento, vengono meglio definite e fortemente promosse le Prove di Attitudine all’Allevamento, viene promulgato, primo tra tutti i Club del Panorama Cinofilo, l’importantissimo Codice Deontologico degli allevatori ed approva il nuovo Statuto dell’Associazione, per consolidare le basi di un futuro proficuo miglioramento della razza.
La Presidenza di Lucio Migni è caratterizzata dalla sua preparazione tecnica ma anche dalle sue grandi doti umane, un periodo che purtroppo è anche segnato dalla malattia che lo costringe a cure difficili e continue: la sua forza di volontà e l’enorme professionalità gli consentono comunque di garantire al sodalizio la guida e la presenza necessarie.
Insieme a Guido Perosino lavora alacremente alla revisione delle regole d’allevamento ed in particolare, alla luce dei più recenti anni di esperienza, alle nuove Prove di Attitudine all’allevamento.
Alla fine del suo mandato Lucio Migni rinuncia ad ogni ulteriore impegno nel Club che continuerà a seguire però fino all’ultimo. Poche settimane dopo l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo, avvenuta nel febbraio del 2006, Lucio si spegne lasciando gli appassionati della razza nel più grande sgomento.
Il Consiglio Direttivo nomina alla Presidenza Wanna Bressa, che si dimetterà poco più di un anno dopo.
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Stefania Bonati,Presidente
del CIL
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ll lavoro di Lucio Migni viene subito ripreso e i nuovi regolamenti tecnici del Club sono approvati in via definitiva nel mese di Luglio 2006 e poi perfezionati nel 2007.
L'Assemblea riunitasi il 16 dicembre 2007 elegge il nuovo Consiglio Direttivo che nomina Stefania Bonati alla Presidenza.
Nel gennaio 2010 l’Assemblea Generale rinnova il Consiglio Direttivo che gestirà il Club fino al 2013 e che assegna la Presidenza a Stefania Bonati per il suo secondo mandato.